Kurt Cobain

Kurt Cobain : 20 febbraio 1967 nasce il poeta del grunge


Kurt Cobain

Kurt Cobain nacque il 20 febbraio 1967, nel 1987, con Krist Novoselic, diede vita al gruppo dei Nirvana.
Nel 1991, l’uscita del singolo Smells Like Teen Spirit al quale I media musicali conferirono il titolo di “inno di una generazione”e a Cobain l’appellativo di “portavoce della generazione X”.

Cobain è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica sia la cultura giovanile.
Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta, la rivista lo ha, infatti, inserito al 45º posto nella lista dei cento migliori cantanti e al 73º posto della lista dei cento migliori chitarristi.

Cobain iniziò a manifestare interesse per la musica già in tenera età, qualsiasi canzone gli venisse richiesta, riusciva a interpretarla sia strumentalmente sia vocalmente. A quattro anni Kurt iniziò a suonare il pianoforte e a cantare, quando Cobain cominciò ad andare a scuola, si unì all’orchestra dell’istituto e cominciò a suonare il tamburo.
Per il suo settimo compleanno ricevette in regalo una chitarra elettrica slide della Blue Hawaii e un amplificatore.
Solo dopo aver imparato Back in Black degli AC/DC e Stairway to Heaven dei Led Zeppelin iniziò a scrivere le proprie canzoni.

Mentre la sua vita professionale aveva raggiunto l’apice, la vita privata di Cobain era sempre più minata dalla depressione e dall’abuso di droga. Cobain iniziò a preoccuparsi che la sua musica fosse male interpretata e strumentalizzata a causa del successo che i Nirvana avevano raccolto.
Nelle sue ultime settimane di vita rifiutò un contratto di otto milioni di dollari per suonare al festival di Lollapalooza in programma nell’estate del 1994.

Il 23 febbraio 1994, Kurt Cobain fece la sua ultima apparizione televisiva insieme ai Nirvana su Rai 3, nel programma Tunnel, condotto da Serena Dandini, cantando Serve the Servants e Dumb.
Il primo marzo 1994, subito dopo l’ultimo concerto del tour europeo, a Cobain furono diagnosticate una bronchite e una laringite. Il due marzo volò a Roma per prendersi una settimana di riposo.
Durante la notte la moglie si accorse che Kurt era in overdose, fu portato prima al pronto soccorso e la mattina seguente ricoverato all’American Hospital. Qui rimase in coma farmacologico per tutta la notte, e dopo qualche giorno si riprese. Courtney Love dichiarò in seguito che l’incidente era stato un primo tentativo di suicidio del marito.

Tornato negli Stati Uniti, Cobain diventò un eremita che passava sempre più tempo da solo. Il 18 marzo, Courtney telefonò alla polizia temendo il suicidio del marito, che si era chiuso a chiave in una stanza armato di una pistola. La polizia confiscò alcune armi da fuoco e una bottiglia di pillole appartenenti a Cobain, il quale negò che gli appartenessero assicurando di non aver tentato il suicidio, ma di avere voluto fuggire dalla moglie. Lo stesso mese, Cobain accettò di sottoporsi a un programma di disintossicazione.

Il 30 marzo, Cobain arrivò all’Exodus Medical Center di Los Angeles, California. La notte del primo aprile, Cobain uscì dall’edificio per fumare una sigaretta, scavalcò un muro alto due metri, prese un taxi e si fece portare all’aeroporto, dove prese un aereo per Seattle.
La mattina dell’otto aprile 1994, il corpo di Cobain fu trovato nella serra della sua casa sul Lago Washington.
Un elettricista, Smith, giunto nella casa per eseguire dei lavori, vide il corpo steso all’interno.
Escluso il poco sangue proveniente dall’orecchio sinistro e dal naso di Cobain, Smith disse di non aver rinvenuto segni visibili di particolari traumi; anzi, pensava che il cantautore si fosse addormentato. Smith trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio.
Tale lettera non convinse mai l’investigatore Tom Grant. A suo giudizio sembrava più che altro un addio al mondo musicale piuttosto che a quello terreno.
Un fucile a pompa modello Remington M-11 calibro 20, fu trovato vicino al corpo del defunto. L’autopsia in seguito confermò che la morte di Cobain fu causata da un “colpo di fucile autoinflitto alla testa”. Gli esami tossicologici rilevarono un’altissima dose di eroina nel suo sangue, con presenza di Valium. Il rapporto disse anche che il cantante era morto con tutta probabilità nel pomeriggio di martedì 5 aprile 1994.
Nella lettera di suicidio, diretta all’amico immaginario della sua infanzia, “Boddah”, Cobain citò una canzone di Neil Young, Hey Hey, My My (Into the Black): “It’s better to burn out than to fade away” (È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente), frase che compare anche nella canzone dei Queen Gimme the Prize, tratta dall’album A Kind of Magic e inserita nella colonna sonora del film del 1986 Highlander – L’ultimo immortale. L’uso da parte di Cobain di quel testo ebbe un profondo impatto su Young, che dedicò parte dell’album Sleeps with Angels alla memoria del cantante dei Nirvana. La lettera citava anche il cantante dei Queen, Freddie Mercury, cui Cobain invidiava la passione per il suo lavoro e per il suo pubblico.

singolo Smells Like Teen Spirit

 

Kurt Cobain : 20 febbraio 1967 nasce il poeta del grungeultima modifica: 2017-02-20T17:13:05+00:00da sabrinalibri
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*