Parliamo sabato

Parliamone sabato? No, grazie! E le scuse non bastano.


Parliamo sabato

Parliamone sabato? No, grazie! E le scuse non bastano.

Un programma che reca l’altisonante nome “Parliamone sabato”, nei nostri pensieri e sogni, assume la forma di un programma con una minima base di cultura, intrattenimento intelligente e confronto.

Un programma dove, la conduttrice donna, fa ben sperare che “Ne parliamo sabato”, si discorra anche di diritti delle donne sul lavoro, di prevenzione del femminicidio (senza i vari processi e le macabre ricostruzioni delle scene dei delitti che ormai abbondano su ogni canale).

Invece sono stati enunciati i motivi per i quali il maschio medio italiano dovrebbe scegliere come moglie una donna dell’est.

Razzismo verso le donne dell’est e verso le italiane che, secondo il pensiero sessista/maschilista del programma, è meglio scartare ed evitare di sposare.

Quali sono i motivi per i quali è meglio sposare una donna dell’est?

1° – Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito, recuperano un fisico marmoreo.

2° – Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni.

3° – Perdonano il tradimento

4° – Sono disposte a far comandare il loro marito.

5° – Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa.

6° – Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio.

 

Come se non bastasse, un piccolo quadratino giallo sulla videata ci ricorda che “E’ sempre l’8 Marzo”.
Assolutamente non denigrerò le donne dell’est a favore di quelle italiane, saranno loro a doversi difendere.

Difendersi, esatto.
Perche questa sorta di “parliamone di sabato-quali sono le mogli migliori”, tocca il fondo della programmazione televisiva, anzi supera il fondo ed entra di diritto nel baratro.

In un paese con un alto tasso di femminicidio, una cultura a carattere sessista-maschilista in poco tempo vanifica una parte delle lotte che le donne combattono per migliorare la loro situazione.

Poco importa se il programma è stato sospeso, non sarebbe mai dovuto andare in onda, molti uomini si saranno sentiti autorizzati nel prosieguo del loro rapporto marito/serva, mentre altri genitori continueranno con la loro sottocultura, dove il maschio è superiore e la femmina è relegata a lavar piatti e perdonare le corna del marito.

Mi vien da pensare all’ipocrisia di chi condanna la poligamia, ma questa almeno è fatta alla luce del sole, a differenza di questo paese cattolicissimo, dove finché morte non ci separi.
Ovviamente non separi lui, la moglie e l’amante.

 

“Parliamone di sabato” ricorda tanto le fiere con il bestiame in esposizione.
E se il programma è stato sospeso, per il rispetto delle donne di tutto il mondo, mi aspetto che qualche testa salti.

Come in basso così in alto.

 

s.b.

Parliamone sabato? No, grazie! E le scuse non bastano.ultima modifica: 2017-03-21T08:55:05+00:00da sabrinalibri
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