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U.S.A. vs Corea del Nord: chi fa più paura?


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Da decenni l’America esporta la sua democrazia a suon di bombe e proclami.
Nella Seconda Guerra Mondiale, l’attacco a Pearl Harbor era previsto; la squadra di sei portaerei e diverse navi da guerra di supporto era in mare da cinque giorni, partite da una base nel nord del Giappone.

Sono emerse numerose prove che dimostrano come i servizi dell’intelligence americana riuscirono a decifrare tempestivamente tutti i piani dell’imminente attacco giapponese. La strage di Pearl Harbor quindi, poteva essere evitata e con essa naturalmente, anche la partecipazione dell’America alla guerra.

La flotta USA, avrebbe potuto tranquillamente essere messa in salvo, ma si fece l’esatto opposto, affinché migliaia di soldati americani trovassero la morte sotto le bombe giapponesi.
Perché?
Il vero obiettivo di Roosevelt era di creare il roboante casus belli di cui avevano bisogno i poteri forti per coinvolgere la nazione americana nel conflitto.

( Il giorno dell’inganno di Robert B. Stinnet pluridecorato USA per il valore militare ‘42- ‘46)
Il caso Pearl Harbour

Stessa cosa accadde con la Guerra del Vietnam.
Il 3 agosto il Maddox insieme al C. Turner Joy, si dirigevano nel Golfo del Tonchino, mentre era in corso un violento temporale che provocò un malfunzionamento nei sistemi radar e sonar.
A un certo punto il capitano del Maddox, ingannato dai sistemi di bordo, si convinse che stava per essere attaccato e chiese l’intervento dei Crusader della portaerei Ticonderoga.

I caccia torpedinieri cominciarono a sparare in ogni direzione.
Non appena ricevuto il rapporto di questo “incidente” il presidente Johnson reagì.
In diretta TV annunciò che l’aggressione nord vietnamita non sarebbe rimasta impunita e ordinò attacchi aerei di ritorsione contro obiettivi costieri nemici.
Non si riuscì mai a stabilire se veramente ci fosse stato un attacco contro i caccia torpedinieri.
L’unica cosa certa era che i sistemi elettronici quella sera non funzionavano, ma c’è il fondato sospetto che Johnson abbia sfruttato l’occasione.
Guerra del Vietnam )

L’elenco dei dittatori sostenuti dagli Usa e poi “spodestati” con le varie “missioni di pace” è infinito.

Non dimentichiamo l’immensa bugia mediatica che affermava come l’Iraq si stesse per dotare di armi di distruzioni di massa, con un finto dossier che parlava di traffico di uranio dal Niger con destinazione Baghdad.
Gli Stati Uniti provocarono un intervento che si proponeva di esportare la democrazia che coinvolse anche l’Italia.
(Due torri di bugie di Fernando Imposimato )

Ci fermiamo qui con il passato (sebbene sia molto presente con le varie guerre che stanno insanguinando il mondo) e guardiamo al presente con molta preoccupazione.

Del pensiero Trump ne siamo a conoscenza, ma quanto sappiamo della Corea del Nord?
(Perché le due Coree sono divise?)

Chi è Kim Jong-un?
Sicuramente uno dei dittatori più spietati al potere dal dicembre del 2011, quando è succeduto alla morte del padre Kim Jong-Il.
Rappresenta la terza generazione dei Kim, la cui ascesa politica può essere fatta risalire al 1948, quando il nonno Kim Il-Sung divenne presidente della Repubblica Popolare della Corea del Nord, stato nato dalla divisione delle Coree in due sfere d’influenza: quella settentrionale, al confine con la Cina e d’impronta comunista; quella meridionale, politicamente vicina agli USA e fondata su un sistema democratico e capitalista.

Quando Jong-Un arrivò al potere il mondo era preoccupato per l’assenza di esperienza politica del giovane, ma anche speranzoso per la possibilità di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni con Pyongyang.

Ci vollero pochi mesi per capire che oltre alla spietatezza tipica del regime comunista nordcoreano, ispirato al più feroce stalinismo sovietico, Jong-Un ha apportato anche i tratti della sua stravaganza caratteriale.

Sarebbero almeno trecento i militari eliminati sotto Jong-Un per sospetto tradimento. E basta un nonnulla per essere accusati di un simile atto.

I test nucleari, con frequenti lanci di missili in direzione del Giappone e in aperta violazione degli accordi internazionali, hanno sin da subito destato preoccupazione per le tensioni geo-politiche alimentate nell’Asia nord-orientale. La stessa Cina è sempre più imbarazzata, ma al regime non ha a oggi ricercato alternative, temendo che la scomparsa della dinastia dei Kim possa coincidere con la riunificazione delle Coree e/o con l’ascesa al potere di una dirigenza filo-americana, ritrovandosi sostanzialmente un nemico ai propri confini.

Il dittatore è in sé poco rassicurante, ma la Cina ha minacciato ieri di essere pronta persino a intervenire militarmente, nel caso Pyongyang travalicasse la “linea rossa”.
Poche ore prima, Trump garantiva a Pechino “un accordo commerciale molto più favorevole”, se il colosso cinese lo aiuterà a sbarazzarsi di Jong-Un.
La prima opzione americana è di far in modo che il presidente cinese Xi Jinping fermi l’alleato coreano.

La seconda?
Un’ennesima guerra scatenata per scopi commerciali e di predominio, provocata da potenti e pagata a caro prezzo dai popoli.

U.S.A. vs Corea del Nord: chi fa più paura?ultima modifica: 2017-04-14T10:57:16+00:00da sabrinalibri
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