Eliminazione nazionale

No Italia? No party


No party mondiale per la nazionale

Eliminazione nazionale

Sinceramente il calcio non lo seguo e non m’interessa più da decenni, da quando è diventato un business per palestrati, tatuati e sponsorizzatori di prodotti.

Da quando è diventato una sorta di oblio per i problemi quotidiani, una faccenda tra il politico e le risse da gladiatori, con pseudo giornalisti urlanti e presentatrici illuminate a giorno.

Tuttavia, essendo uno dei titoli da prima pagina di tutti i quotidiani italiani, parliamone anche noi.

Lo facciamo partendo da alcuni titoli e dichiarazioni:
La Stampa apre con:
“Disastro Italia, ma per ora nessuno lascia”.
Se non esistesse il calcio, il titolo sarebbe:
“Disastro Italia, i migliori cervelli vanno all’estero” oppure “Disastro Italia: il dissesto idrogeologico farò implodere questo paese”.

Buffon, capitano della Nazionale, chiede scusa ai bambini.
Veramente il bel capitano oh mio capitano, crede che si debbano porgere le scuse ai bambini per una non qualificazione e non per scuole fatiscenti, cure mediche a pagamento e abusi vari?

Luca Lotti, ministro per lo sport, dichiara:
“Giornata sportivamente molto triste, il mondo del calcio deve essere rifondato”.
La tristezza non è nella mancata qualificazione, ma in quello che lo sport è diventato tra stipendi da favola e doping.

La tristezza è nel vedere che in queste città sempre più cementificate, mancano gli spazi per i campi da gioco per i ragazzi.

E se il calcio deve essere riformato, iniziamo proprio dalle nuove generazioni, da quelle alle quali interessa “giocare” e non entrare a far parte dello star system sportivo.

Nel frattempo riformiamo anche noi stessi, meno calcio più attenzione ai problemi di questo paese.

No Italia? No partyultima modifica: 2017-11-14T17:32:58+00:00da sabrinalibri
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